Prenotazione visite guidateIn questa visita guidata scopriremo il primo tratto di questa antica Canaletta che da via Sabotino attraversa la città e la pianura bolognese fino a raggiungere Trebbo di Reno. Partiremo dall’origine del condotto derivato dal Canale di Reno per poi attraversare via Saffi e imboccare via del Chiù. Da qui ci inoltreremo nella zona di Prati di Caprara, oggi bosco urbano, dove vedremo i punti in cui sorgevano alcuni mulini che un tempo erano alimentati dalla Ghisiliera in questa zona. Giungeremo infine allo sgrigliatore vicino all’incrocio con viale Sabena dove parleremo anche degli allagamenti dovuti all’alluvione del 2024. Qui finirà la nostra visita guidata alla scoperta di un corso d’acqua artificiale il cui percorso, rimasto piuttosto fedele attraverso i secoli, attraversa una città ampiamente mutata, che ha visto la costruzione di ampie zone una volta prative e lo smantellamento tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 degli ultimi mulini. Quando: sabato 16 maggio ore 10.30 Durata: 1 ora e 45 minuti circa Dove: ritrovo davanti al numero civico 27 in via Sabotino, Bologna Contributo: 12 euro La visita inizia in via Sabotino n. 27 e termina all’incrocio tra Via del Chiù e via Pietro Burgatti
Informazioni visitaLa Chiusa di San Ruffillo ed il derivato canale di Savena rappresentano, insieme alla Chiusa di Casalecchio e al canale di Reno, le due principali infrastrutture per lo sfruttamento della energia idraulica, che consentirono alla città di Bologna di essere una fra le città più ricche dell’Europa del Medioevo. Realizzata alla fine del XIII sec., si ha notizia di diversi restauri al manufatto nel 1306 e nel 1445. Nel Cinquecento, come risulta da un disegno di Pietro Fiorini, la chiusa era formata da un largo muraglione a sezione rettangolare, senza scivolo a valle. Questo fu parzialmente realizzato successivamente, come mostra un disegno seicentesco di Andrea Pedevilla. Minata durante la Seconda Guerra Mondiale, fu restaurata nel 1945-48 e dotata di uno scivolo con profilo curvilineo. La chiusa, lunga poco più di 52 metri, ha un dislivello tra monte e valle di circa m 8. La lunghezza del canale, fino alla chiesa della Misericordia, è di 4392 metri, e in questo primo tratto alimentava diverse attività produttive, come la cartiera Panigada, attiva fino al 1958 e il mulino Parisio, attivo fino al 1976. Poco prima di entrare in centro, il canale alimentava il laghetto dei Giardini Margherita. Entrato in città da porta Castiglione, prosegue lungo via Rialto con il nome di canale Fiaccacollo, poi lungo via Guerrazzi, piazza Aldrovandi, via Petroni (dove prendeva il nome di fosso dei Pellacani) e lungo via delle Moline, dove mescola le sue acque al torrente Aposa. È stata oggetto di una completa ristrutturazione da parte del Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena nel 2017.
Informazioni visitaPartiremo dalla famosa “Grada”, punto in cui il canale fa il suo ingresso all’interno della cerchia muraria di Bologna. Da lì, attraverseremo luoghi ricchi di storia e fascino, come la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, focalizzandoci sulla riapertura del canale di Reno, e la Centrale del Cavaticcio. Ripercorreremo insieme la storia del canale e le vicende quotidiane di chi utilizzava questa preziosa risorsa d'acqua. La passeggiata ci porterà fino al tratto di canale compreso tra via Oberdan e via Malcontenti, uno dei pochi punti in cui l’antica via d’acqua scorre ancora scoperta nel centro storico. La visita guidata si concluderà all'interno dell'antico Guazzatoio, un luogo che custodisce ancora l'eco di tempi passati. Dettagli della visita guidata: Ritrovo: Via della Grada n. 12 Quota di partecipazione: 12.00 €, ridotto a 6.00 € per minori da 6 a 13 anni, gratis per minori di 6 anni Quando: Sabato 30 maggio ore 11:00 Durata: Circa 1 ora e 30 minuti
Informazioni visitaVi porteremo a scoprire un fabbricato molto particolare: la casa della “Scaletta”. Una piccola abitazione, costruita su un sentiero a cavallo tra fiume e canale, che nasconde al suo interno un particolare meccanismo idraulico, azionato un tempo durante l'inverno per frantumare i lastroni di ghiaccio potenzialmente dannosi per le ruote dei mulini. La casa, restaurata alla fine degli anni Duemila, ospita anche un raro esempio di antica cucina con il focolare, la cassetta per la cenere e i fornelli in muratura. Dal retro dell'edificio avremo poi accesso a un suggestivo camminamento che conduce ai Paraporti San Luca e Verrocchio, scaricatori idraulici regolati da una paratoia, dei quali sono stati conservati gli antichi strumenti di manovra che oggi appaiono come preziosi gioielli artigianali del passato, con le loro viti senza fine intagliate completamente nel legno.
Informazioni visita